De l'angeliche bende
dei rai, che il tenean già lieto e vivace,
più il cor vita non prende;
e perché sa ch'io l'amo e ch'ella vive,
di meraviglia e di digiun languisce,
e quasi morto giace.
La lingua, che stupisce,
narrargli non ardisce
ond'è ch'io de l'usato cibo il prive.
Ma con lagrime vive
gli occhi, mossi a pietà del suo languire,
dentro stillando (ch'io di fuor pavento),
dan nutrimento al foco del desire
e del crudo martire
che gli allunga il morire.