Mentre in Lucrezia i chiari lumi nigri
sola, bassa tenere, onde vi faccia
qual sete in nome, anco renata in faccia,
contra i dì più veloci assai che tigri;
alza i sottili eburnei diti impigri
e i crin vi spiega e torce e annoda e slaccia;
indi chiede a lo specchio se vi piaccia
più i capei svelti, o a l'uscir parchi e pigri.
Suo sguardo in tanto da'bei lampi vola,
e vostre chiome indora e le mie meste
voglie a sé trae, lasciando l'alma sola.
Così con giri d'occhio e man celeste
a me dal cor sospiri e spirti invola,
e l'alta fronte a voi di raggi veste.