È questo quel bel crin del suo tesoro,
quel ch'i raggi del sole
e non che l'ambra e l'oro
vincer cotanto sole?
Son questi quei begli occhi
onde par sempre che l'ignudo Arciero
non pur gli aurati dardi
ma se medesmo scocchi?
È questo il ciglio, in un lieto e severo,
che sì accompagna i gravi e dolci sguardi?
È questa quella fronte
ove le gioie e pene mie son conte?
Con le vermiglie rose,
che fiammelle amorose
spirano da le labra e da la faccia,
parti che tal sembiante si confaccia?
Ah, che ben l'arte esprime l'altre cose
ma non già le divine e le nascose!