Perch'io dar possa a la virtute stanca
qualche ristoro ad ogni voglia mia,
e l'effige di lei più non mi dia
il sogno, che non viene, o, giunto, manca,
credendo averne la vittoria franca
tutto gioisco che dipinta sia,
ma, quando me le appresso, il guardo, pria
che la cominci a rimirar, si stanca,
e perch'ardo di sdegno, ch'altri volse
imitar quel ch'al mondo non ha essempio,
d'ira contra il destin, che qua mi volse,
di pietà di me stesso, e di desire
tanto maggior quanto che men l'adempio,
l'occhio avampato non la può soffrire.