I'piansi, e per coprire a chi mi vide
l'amoroso accidente ond'io fui preso,
mostrai che ben di Dio m'avesse acceso,
per le voci di quete e sacre guide.
Fu però ben divin: non quel ch'affide
ogni amator, ch'a i cieli abbia il cor teso,
ma quel ch'è in bella donna e, male inteso,
qui l'alme inferma e ne l'abisso ancide.
Non fu l'amor, che faretrato e ignudo
e cieco dipingea la cieca etade,
ma l'angel rio, che il falso lume veste.
Sotto santi colori o desio crudo,
non scorgi il lusinghier, ch'ha per sue strade
eterna morte in abito celeste?