La saggia donna, che co'suo'vaghi occhi
dal centro al cerchio estremo il ciel trafige,
e di sé amore e maraviglia affige,
s'avien che il lume in altrui vista scocchi;
dovunque il nome del suo padre fiocchi,
che Stagira e i nipoti alzò da Stige,
giva col viso altier, che non s'afflige
per ben fortuna ria, che il cor le tocchi.
E or godea, qui dove il Po valleggia,
de l'alto sol, de la stagion fiorita,
benché il dì breve, e nudo il pian si veggia;
se non che un nembo (ahi, dura dipartita!)
il Maggio e lei rapì: né sia chi creggia,
che tolto l'un, l'altra ritorni in vita.