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1529–1575

CCXXXI

Giovan Battista Nicolucci

Vera virtù, ch'eterna gloria impenne, non fu mossa già mai da maggior cura di quella che sospinse oltra misura il bel pensier ch'a te, Maggio, s'attenne.

Se quel ch'al tuo sparir lù in alto avenne, nostra vista a mirar fosse sicura, come ben sempre avria nobil pastura, diletto alcun non è che questo accenne.

Come il bel sol da i dì morte disperse, da l'erbe i fior, da gli arboscei la scorza, e tutto il verde d'atro vel coperse: così le stelle in ciel doppia e rinforza;

e chi vedesse di che sian cosperse, tratto saria nel maggio eterno a forza.

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