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1529–1575

CCXXVIII

Giovan Battista Nicolucci

Quest'alma, che per farne il petto saggio, or volea discoprir che fosse l'alma, lascia le menti ascose entro la salma, e fornisce l'altrui col suo viaggio.

O sol de gli intelletti, o nostro Maggio, che vincendo con luce ardente e alma le notti e i ghiacci, avevi sol la palma, e col tuo raccendesti ogn'altro raggio;

ahi, lasso, come in aspri, e veri verni dopo te siam rimasi! O chi n'allume e scaldi più ne'bei secreti eterni? Il re del ciel, che vide che costume

non è che s'apran qua suoi ben superni, non spense, a sé chiamò sì chiaro lume.

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