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1529–1575

CCXXV

Giovan Battista Nicolucci

Quel prezioso, chiaro, eterno raggio, che qua giù vinse tenebre e martiri e al sommo sol tornò, par che in me spiri nel giunger questo, onde appellossi, maggio.

Voi che spesso leggete il suo gran saggio, per acquetar gli altissimi desiri nel ben di Dio, con graziosi giri volgete gli occhi al suo nel ciel passaggio.

Il benedetto acerbo punto, quando salito al vivo ben, lasciò noi morti, con la voce e col cor piansi cantando. Mirate, co i pensier da gloria scorti,

ne i versi che allor feci e or vi mando, quanto splendor questa virtù v'apporti.

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