Quest'alma, in contemplar l'alma natura
e l'almo creator, tant'alma venne,
che, visto il ben del ciel, più non sostenne
de l'albergo terren la stanza oscura.
E se in vita e in saper fu così pura,
che qua giuso tra l'altre il pregio tenne,
poi che, disfatto il nido, alza le penne
al suo fattor, qual fia la sua fattura?
Se chiusa intorno da corporea scorza,
non sol di fior, ma d'alti rai n'asperse,
or che fia che il mortal non l'ha più in forza?
E se in terra fu il Maggio, allor che fêrse
tali i suoi dì, che notte non gli ammorza,
quai fien l'alme celesti a sé converse?