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1529–1575

CCXXIV

Giovan Battista Nicolucci

Amor dinanzi a me squarciò quel velo con che agli occhi del mondo asconder volse l'infinita beltà, che in voi raccolse e terminò Natura e il Re del Cielo.

Di sfrenata virtù, d'ardente zelo, così i pensieri ed i desir mi sciolse, e subito il mio spirto al vostro avolse, che in tanto ardor non mi ritenne il gelo.

Voi, turbata ch'a voi senza ritegno corressi, mi scacciaste, e alfin ch'io mora se tornar oso grida il fiero sdegno; io, che pur giungo al passo che m'accora,

tra il colpo e la ferita, ohimé, qual vegno, che più non vivo e non son morto ancora?

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