A i vivi sguardi e a i dolci risi e guizzi
dirmi vuol questo augel:–Perch'io t'allegri
se il tuo ben mi mandò, che pensier egri
a me per gli occhi e per le labra drizzi?–
Parmi allor che dal petto l'alma guizzi,
e tutta scarca de i concetti negri,
le già fermate forze sue rintegri,
e amorosa voglia e guerra attizzi.
Però che lieta a le fessure fugge
de la vaga prigion, che a lei ricorso,
e al simplicetto libertà rassembra.
Qui al batter d'ali e fianchi, e al dar di morso,
lascia tremanti e gelide le membra,
e imaginando in chi fe'il don si strugge.