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1529–1575

CCXXI

Giovan Battista Nicolucci

Far potess'io vendetta di quella man che m'ha rapito il core, poi s'è rinchiusa e mai non spunta fore. Alfin ella s'accorda

con le due luci disdegnose ed empie, e, per star contra me più cieca e sorda s'appiatta e più che può di doglia m'empie, ma, s'io disacerbar non posso l'ira

che tanto mi martira per la bramata via, invisibil ne stia, ché contra il suo voler voler la voglio;

non fia guanto né scogli che da la mente e lingua mia la tolga. Ovunque i rai de l'intelletto i' volga veder lei nuda e il mio cor prender soglio,

e, come ch'io mai le parole sciolga, sì viva la dipinge l'affetto che mi spinge che amor le sue bellezze a ognun divolga.

Or senza altra vendetta abbisi quella mano, abbisi il core, or si rinchiuda e mai non spunti fore.

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