O roscignuol, che l'aria batti e fendi
con dolci voli e gridi, e intento miri
dal viso e petto mio pianti e sospiri,
e pietoso occhio a la mia doglia stendi;
tu mi riguardi, ohimè, ma non intendi
né come, né perché pianga e sospiri,
e chi scorger potria gli aspri martiri,
non vede, ohimè, miei lagrimosi incendi.
Oh, vedess'ella queste angosce, note
solo a noi due, che al volgo empio e maligno
vergogna e a lei fin riverente cela!
Oh, tu almen intendessi, e in querela
per me cangiassi le tue allegre note,
ché a te, suon don, forse avria il cor benigno!