Quei lampi, ch'io credea che dai bei soli
dolce foco vibrasser ne le vene,
si turban, folgorando ogni mia spene,
né voglion ch'io di là conforto involi.
Miei guardi intanto, sconsolati e soli,
veduto il colpo ch'a ferir li viene,
abbassan, per schifar l'acerbe pene,
a la pietosa e bianca mano i voli.
O voglia o no questa convien ch'adopre
la virtù che colori e moti scioglie,
onde gli aperti cieli ai cor si scopre,
ma la nimica mia, de le mie voglie
poi che s'accorge e sue bellezze copre,
la vita a me, non che la vista, toglie.