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1529–1575

CCXLVI

Giovan Battista Nicolucci

Or che il ciel e la terra in lei contende a cui si debba di bellezze il pregio, onde quei con immenso empireo fregio da l'alma al mondo alto tesoro stende,

e questa move da rosate bende gemme e raggi, che il sole hanno in dispregio; ove più il ben di Dio, nel tetto regio del suo bel tempio, o in se medesmo, splende?

Tu, tremebonda invitta domitrice quinci de gli anni, e quindi d'alme voglie venerabil pietosa genitrice, diràilo un dì, se tu già mai la spoglie

de i vaghi fior, ch'ombreggian sua radice eterna, altera, con leggiadre foglie.

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CCXLVI · Giovan Battista Nicolucci · Poetry Cove