Oro in argento, zafiri in topazi,
in smeraldi rubin, perle in carboni,
e alabastro in lividi matoni
d'un palagio cangiarsi in brevi spazi.
O mutati color del mondo sazi!
Tetto, finestre, uscio, mura, or prigioni
di morte, quanto già d'amor magioni:
dissi piangendo sì penosi strazi.
Gloria del bel trascorso, del presente
stato pietà, del tempo invido e empio
ira e dispetto mi svegliar dal sonno.
Queste vaghezze sì fugaci e spente,
e Roma ch'io vi mando in fero scempio,
o bella altera, affigurar vi ponno.