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1529–1575

CCXLI

Giovan Battista Nicolucci

Oro in argento, zafiri in topazi, in smeraldi rubin, perle in carboni, e alabastro in lividi matoni d'un palagio cangiarsi in brevi spazi.

O mutati color del mondo sazi! Tetto, finestre, uscio, mura, or prigioni di morte, quanto già d'amor magioni: dissi piangendo sì penosi strazi.

Gloria del bel trascorso, del presente stato pietà, del tempo invido e empio ira e dispetto mi svegliar dal sonno. Queste vaghezze sì fugaci e spente,

e Roma ch'io vi mando in fero scempio, o bella altera, affigurar vi ponno.

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