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1529–1575

CCX

Giovan Battista Nicolucci

I'ti conosco, o nuda spoglia e ombra del ben, ch'al carcer tuo mai non apparve: i'ti conosco alle mentite larve, onde qua giù la notte ognor n'ingombra.

Vero sol, co'tuoi raggi i nostri adombra, a cui quest'altro sol più chiaro parve, e se mai sogno, rotto il sonno, sparve, l'invisibil error da noi disgombra.

Deh, se l'eccelso magistero adorno gli occhi rapisce a rimirar le stelle (non dubbi segni del verace giorno), che voglie, fatte nostre e al ciel ribelle,

fuggono il ciel, che gira intorno intorno, chiamando l'alme a farsi eterne e belle?

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