Torno più volte ad affissar la vista
in te, mia donna, in te, mia morte e luce,
né a le tenebre mie però mai luce
quel tanto ch'ebbi già de la tua vista,
ché nascosa beltà da me fu vista
quando de la serena man la luce
mi balenò tra l'una e l'altra luce,
sì che beato fui di vista in vista,
e, se talor più l'alza agli occhi, sole
non son le dita, e tenebrar in parte
l'ambizïoso guanto i guardi sole.
S'allor fia nuda quella bella parte
vedrem scoprirsi e crescer sole a sole,
tolta la spoglia che da noi li parte.