–Popolo mio, che feci, in che t'offesi?
Rispondi al tuo Signore.
Perché ti trassi de l'Egitto fore,
desti in mercè la croce al Salvatore.–
Così Giesù parlava: e ecco il legno,
che fu acerbo sostegno
del dolce pegno, che per noi ne more.
Venite del suo sangue a cinque porte.
Santo Dio, santo e forte,
santo, immortal, pietà per la tua morte!
–Popolo mio, che feci, in che t'offesi?
Deh, al tuo Signor risposta!
Nel deserto otto lustri la man tosta
non méssi a darti manna e miglior costa?–
Così Giesù parlava: e ecco il legno
che fu crudo sostegno
del gentil pegno, che sì al padre costa.
Venite di sue piaghe a nostre scorte.
Santo Dio, santo e forte,
santo, immortal, pietà per la tua morte!
–Popolo mio, che feci, in che t'offesi?
Il tuo Signor non odi?
I'pur piantai la vigna che tu godi,
e n'ebbi aceto, spine e lancia e chiodi.–
Così Giesù parlava: e ecco il legno,
che fu duro sostegno
del caro pegno, tal per nostre frodi.
Venite al suo morir che al ciel ne porte.
Santo Dio, santo e forte,
santo, immortal, pietà per la tua morte!