Quando a i raggi e a i crin d'or gli occhi rivolgo,
e quasi in bende aurate il core annodo,
se nel legame atroce mi corrodo,
con un altro più forte assai lo sciolgo.
Perché gli spirti in un stretti raccolgo,
tosto che nel parlar sì saggio v'odo,
e involto in quell'eterno e dolce nodo,
del primo acerbo e fral più non mi dolgo.
Per alta libertà da lieve impaccio
in profonda prigion rapido corro,
e più mi slego quanto più m'allaccio.
Da voi fuggendo, a sola voi ricorro,
e acciò che l'un sia campo a l'altro laccio,
contra voi con voi sola a me ricorro.