Novo Alcide, che i sensi scorzi, e mostri
qual traslato color le carte inauri,
e a soggetti da mirti, edere e lauri
dai con non proprie voci i propri inchiostri;
ricambiando di veste i pensier nostri,
varie prische figure oggi ristauri,
che son quasi idre, apri, leoni e tauri,
ch'altro voglion notar, se ben son mostri.
Però, se il finger cose e il finger nomi
tanto convien, e tu con tersa fauce,
invitto dicitor, la lingua domi,
ben è ragion ch'io, per giudicio trarne,
ti mandi in rime, come un can trifauce,
sotto altro vel, mondo, dimonio e carne.