Al sacro veglio, messaggier di Crema,
anzi di Dio, voi che da ben celeste
prendete il nome, ben staman teneste
l'orecchia attenta, di virtù non scema.
I'v'era: e ancor nel cor colei mi trema,
che quanto al mondo ebbe le voglie preste,
tanto di poi le estinse e rese deste
in chi la trasse da l'eterna tema.
Or da'vostri cortesi occhi si prenda
di questa donna in rime una presenza,
che scopre che a due vie sù al ciel s'ascenda.
L'empireo regno a voi apre innocenza:
o di vano ombreggiar verace emenda!
A lei, tal fu l'error, gran penitenza.