Del pianger quasi tutta notte fioco,
e del lagnarmi che discosto i' sia
sì da la donna mia,
tra sospiri, che son d'ardente foco,
e lagrime, che il cor agli occhi invia,
caddi coi sensi, e mi restò legata
la mente, ma non sì ch'indi non gissi
con le imagini errando ove mi parve,
ed in quella m'apparve
la sì forte da me pianta e bramata,
con dirmi: - Che t'afflige? Che più vuoi,
se gli acri accenti tuoi,
che porto tuttavia ne l'alma fissi
m'han spinta qua? Se tanto meco pôi? -
Qui dolce parla, qui dolce sospira,
qui pietosa mi guarda, e poi s'adira,
e rasserena a un tratto
con suoi raggi, e con atto
e con parole da schiarir gli abissi.
Deh perché il sol spuntò, perch'ella sparve?
Come è crudel chi noi altri governa!
Deh fosse estinto il giorno, e sempiterna
la notte che m'adduce
così leggiadre e desïate larve!
O ombre fuggitive, o presta luce,
come per voi perduto ho la mia luce?