O ch'io vegghi o ch'io dorma o vada o seggia,
ho sempre in mente il caro oggetto impresso.
Te segue il mio pensier, per te vaneggia,
e sol per cercar te perdo me stesso.
Sola per le campagne erra la greggia,
e sola al chiuso suo ritorna spesso,
senza il dolente e misero custode,
ch'ama chi l'odia e prega chi non l'ode.