Infelice Scultor, deh che mi vale
lo studio infausto, il tragico disegno,
s'alfin con sudor tanto, e tanto ingegno,
altro non imparai che 'l proprio male?
Questo martel, questo scarpel fatale,
che già mercava al viver tuo sostegno,
conviene, o cara figlia, o caro pegno,
ch'or intagli il sepolcro al tuo mortale.
Ahi marmi, ahi ferri, ed ahi sovra Natura
crudo mio cor, cruda mia mano, e molto
più che ferr' aspro e più che marmo dura!
Ma lor felici, e me, se non m'è tolto
d'esser almeno in questa tomba oscura,
ch'oggi fabrico a te, teco sepolto.