Quando ne la sanguigna urna funesta
tuffò con crudo e spaventoso scempio
del fier nemico l'essecrabil testa,
disse Tomiri al Re crudele ed empio:
‘Crudel, che più da desiar ti resta?
Sangue bramasti, e io di sangue t'empio.
Godi, e non ti doler, mostro perverso,
se nel mar che solcasti, or sei sommerso’.