Sono ANNIBAL, per queste rupi Alpine
a l'Italico sen la via m'apersi;
e con invitta man sovente aspersi
del buon sangue Roman l'erbe Latine.
Ma da l'armi d'Amor pur vinto al fine
la luce mia di tenebre coversi;
e tra vezzi e delizie il cor sommersi
prigioner d'un bel ciglio, e d'un bel crine.
Ne vengo a te, del cui valor non s'ode
grido più chiaro; e te Signor confesso
degno assai più di gloriosa lode.
Che può vil ombra a sì gran Sole appresso?
Io varcator de l'Alpi, e tu custode,
io vincitor d'altrui, tu di te stesso.