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1569–1625

Seneca il Tragico.

Giovambattista Marino

Di limo aurato e di dorata arena si vanta il Tago mio, com'al Ciel piacque, e che 'l Sol quando estinto il corso affrena abbia il sepolcro suo ne le bell'acque.

Vàntisi omai che luce più serena di quella, che gli more, in sen gli nacque; e ricco di più fino e lucid'oro celebri ne' miei versi il suo tesoro.

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