Essalava in sospir' l'aspro tormento,
Mongibello animato, Isola viva,
Polifemo il feroce; e 'n su la riva
a la grand'ombra sua pascea l'armento,
quando tenendo il fiero lume intento
a la ninfa crudele e fuggitiva,
quella che 'l gran CARACCI coloriva
vide apparir sovra 'l tranquillo argento.
Onde di doppio foco acceso il petto
disse alternando a le sembianze sue
quinci e quindi confuso il dubbio affetto:
‘Deh cessa, Amor, le meraviglie tue,
poi che s'occhi non ho per un oggetto,
com'esser può, ch'io ne sostenga due’