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1569–1625

Polifemo con Galathea d'Agostino Caracci.

Giovambattista Marino

Essalava in sospir' l'aspro tormento, Mongibello animato, Isola viva, Polifemo il feroce; e 'n su la riva a la grand'ombra sua pascea l'armento,

quando tenendo il fiero lume intento a la ninfa crudele e fuggitiva, quella che 'l gran CARACCI coloriva vide apparir sovra 'l tranquillo argento.

Onde di doppio foco acceso il petto disse alternando a le sembianze sue quinci e quindi confuso il dubbio affetto: ‘Deh cessa, Amor, le meraviglie tue,

poi che s'occhi non ho per un oggetto, com'esser può, ch'io ne sostenga due’

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