Uomo e Poeta in un mi vide il Sole.
Precorser gli anni intempestivi onori,
poi che, mentr'io vagìa tenera prole,
verde culla mi diero i sacri allori.
Bevvi, pur come in quell'età si suole,
del sen materno i candidi licori,
ma poi di latte poetando sciolsi
vena più pura assai, che non ne tolsi.
Mentre tenea con bel silenzio chiuse
le labra mie sonno tranquillo e grato,
schiera d'Api sollecite diffuse
rugiada in lor di nèttare dorato.
I' non so se fur Api, o Grazie, o Muse,
ond'addolcir lo stil mi volse il Fato.
So ben che più pungenti, e più soavi,
fur poscia i versi miei, che gli aghi, e i favi.
Ma in braccio al mio Telesane mi scorse
cader tutto il teatro essangue e spento,
onde l'odio sì fier contro mi sorse
de le Donne Thebane, e 'l mal talento,
che 'n quel dolce morir di vita in forse
d'imitar ne la morte ebbi spavento
de la lira di Thracia il maggior lume,
come feci nel canto, e nel costume.