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1569–1625

Pietro Aretino.

Giovambattista Marino

Finger non so, ben che mentito e finto sia in questa tela il mio vivace aspetto. Sferza e flagel de' Principi son detto, perch'altrui scopro il ver chiaro e distinto.

Spesso intagliato fui più che dipinto, più da scarpel che da pennel suggetto. Lineato ho di piaghe il viso e 'l petto, sangue è il colore, ond'io vo sparso e tinto.

Ho diabolico stil, titol divino, punge e saetta ciascun mio Poema, spada di Momo, e fulmin di Pasquino. De la mia penna al moto il Vizio trema:

ferite (o Grandi) il corpo a l' ARETINO, pur che viva la lingua il mondo tema.

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