Finger non so, ben che mentito e finto
sia in questa tela il mio vivace aspetto.
Sferza e flagel de' Principi son detto,
perch'altrui scopro il ver chiaro e distinto.
Spesso intagliato fui più che dipinto,
più da scarpel che da pennel suggetto.
Lineato ho di piaghe il viso e 'l petto,
sangue è il colore, ond'io vo sparso e tinto.
Ho diabolico stil, titol divino,
punge e saetta ciascun mio Poema,
spada di Momo, e fulmin di Pasquino.
De la mia penna al moto il Vizio trema:
ferite (o Grandi) il corpo a l' ARETINO,
pur che viva la lingua il mondo tema.