Natura, che mi désti tra i Lecconi
rabbia di Lupo, e fame da Tinaccio,
perché, capace di molti bocconi,
non darmi ancor la bocca del Boccaccio?
Ché non farmi a lo stomaco i bottoni
per votare ed empir sempre il corpaccio?
O almen per mandar la robba in giùe
di Scilla il ventre, e 'l collo de la Grùe?
Ecco, io non mangio piùe
dal dì che tracannato arrosto e lesso,
non avend'altro, divorai me stesso.
L'anima ghiotta adesso
condannata in cucina appresso il fuoco
ha de l'Inferno suo ministro il Cuoco;
e 'n così fatto luoco
assaggia ognor di Tantalo i tormenti,
poi che da masticar non ha più denti.