De la Sposa d'Orfeo
cantai novello Orfeo gli aspri lamenti,
de la bella di Creta i mesti accenti,
e de la vaga figlia di Peneo
le fortune dolenti.
Quella alberga in Averno,
tra le stelle e gli Dei questa è traslata,
l'altra in pianta è cangiata.
Tal che risonan del mio pianto eterno
Terra, Cielo, ed Inferno.