Skip to content
1569–1625

LXXIII

Giovambattista Marino

Licida poi, che grand'invidia n'ebbe, due cose che nel ver ben rare sono, perché donarla a Mirzia sua vorrebbe, m'offerse, in cambio di sì nobil dono:

d'acero un vaso in cui nessun mai bebbe, e que' bei flauti ch'han tremante il suono. A lui, ch'ancor n'ha sdegno, io la negai; e tu, se ti fia in grado, in don l'avrai.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXXIII · Giovambattista Marino · Poetry Cove