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1569–1625

Luigi Tansillo.

Giovambattista Marino

Se già per me di Bacco espose in prima lo Sfrondator de l'uve i lieti canti, ecco per me de l'alma i mesti pianti il Vicario di Christo or spiega in rima.

Ei mi detta le note, e vuol ch'esprima dopo scherzi profani affetti santi. Già sento al cor, per quel ch'io scrissi avanti, del pentimento suo l'acuta lima.

E ben convien che di profondi e gravi sospir' l'aure riempia, e fia ben dritto che di lagrime amare il sen mi lavi. Io più ingrato al mio Dio che 'l Vecchio afflitto,

ebbi de' cori, egli del Ciel le chiavi: da lui negato fu, da me trafitto.

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