Se già per me di Bacco espose in prima
lo Sfrondator de l'uve i lieti canti,
ecco per me de l'alma i mesti pianti
il Vicario di Christo or spiega in rima.
Ei mi detta le note, e vuol ch'esprima
dopo scherzi profani affetti santi.
Già sento al cor, per quel ch'io scrissi avanti,
del pentimento suo l'acuta lima.
E ben convien che di profondi e gravi
sospir' l'aure riempia, e fia ben dritto
che di lagrime amare il sen mi lavi.
Io più ingrato al mio Dio che 'l Vecchio afflitto,
ebbi de' cori, egli del Ciel le chiavi:
da lui negato fu, da me trafitto.