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1569–1625

Luciano.

Giovambattista Marino

Vomere tra' più chiari e più felici arò la penna mia carte feconde. Sparsi e piantai su le Castalie sponde d'alta immortalità semi e radici.

I campi di Virtù verdi ed aprici irrigai di sudori, in vece d'onde. Di temperato Sol, d'aure seconde nutriro i germi miei Muse cultrici.

Partorìr le mie nobili fatiche frutto di gloria, ed onorata mèsse, qual non produsser mai stagioni antiche. E s'è pur ver, che 'n mio terren nascesse

qualche spina pungente in fra le spiche, fur più belle che i fior' le spine istesse.

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