Skip to content
1569–1625

La sua Donna in cera.

Giovambattista Marino

Bramo, né pur mi lice trar dal bel finto volto in cera espresso un vano bacio, ed ingannar me stesso. Ché se pur infelice

le labra ardito a le sue labra appresso, insensibile ancor temo non fugga; temo (oimè) non si strugga al foco de' sospir' tenera e molle.

Ma di che temo, folle? Ancor di cera (ahi lasso) dura meco è costei più che di sasso.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.