Skip to content
1569–1625

Il Giudicio di Mida del Malosso.

Giovambattista Marino

Dunque perché possiedi, Re stolto, onor di scettro, e copia d'oro, del contrasto canoro farti degno per senno Arbitro credi?

Misero, e non t'avedi che sei nel giudicar né più, né meno l'animal di Sileno? Oh quanto bene, oh quanto,

per batter la misura al nobil canto, d'Asino a chi di te non si fa specchio la schiena converria, non che l'orecchio.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.