Dipingimi il sembiante,
CASTEL, del gran CASTELLO
tu ch'a gloria sovrana alzi il pennello.
Fa' di cener la veste,
cener, ch'asconde in sé foco celeste.
Fa' che ruvida corda il fianco cinga,
corda, il cui santo groppo a Dio lo stringa.
Da' grazia al volto, e gravitate a l'atto.
Tanto basti al ritratto.
Più non tentar, se pur non sei bastante
a dipingere il fulmine tonante.