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1569–1625

Il Cardinal di Perona.

Giovambattista Marino

Ancora ingegno uman non fu ch'osasse spiar del Nilo i penetrali ascosi, che quand'arse Fetonte i regni ondosi nel letto il capo incognito ritrasse.

Io, che cose sprezzai terrene e basse, origini più alte al mondo esposi, ai cui recessi occulti e tenebrosi fur le menti più sagge ottuse e lasse.

E la foce trovai di quel gran lume che distinto in tre rivoli diversi un fonte è sol d'innessiccabil fiume. Quindi (né 'n quegli Abissi io mi sommersi

dov'entrar senza fé mal si presume) acque vitali a la mia Gallia offersi.

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