Ancora ingegno uman non fu ch'osasse
spiar del Nilo i penetrali ascosi,
che quand'arse Fetonte i regni ondosi
nel letto il capo incognito ritrasse.
Io, che cose sprezzai terrene e basse,
origini più alte al mondo esposi,
ai cui recessi occulti e tenebrosi
fur le menti più sagge ottuse e lasse.
E la foce trovai di quel gran lume
che distinto in tre rivoli diversi
un fonte è sol d'innessiccabil fiume.
Quindi (né 'n quegli Abissi io mi sommersi
dov'entrar senza fé mal si presume)
acque vitali a la mia Gallia offersi.