Solea spiando il palpitar degli ESTI
ne le fumanti vittime svenate
l'Augure sacro de la prisca etate
vaticinar lieti presagi, o mesti.
Or se, poi che d'onor scossa cadesti,
de le viscere tue care ed amate
e de le membra lacere e sbranate,
Italia mia, le miglior parte è questi,
il secreto tenor del gran destino
in lui qualunque esperto osservi e vegga
Sacerdote d'Apollo ed Indovino.
E fia, ch'a note d'òr scritto vi legga:
‘Vinse ALESSANDRO il mondo, Heroe divino,
perch'un altro ALESSANDRO il freni e regga.’