Stringo di chi credea stringermi in seno
per la squallida chioma il teschio mozzo.
Di vin, di sonno, e di lascivia pieno
versò con l'alma l'ultimo singhiozzo;
e lavò col suo sangue il letto osceno,
ch'era d'infame amor macchiato e sozzo.
Così da doppio assedio in libertate
posi la patria oppressa, e l'onestate.