Skip to content
1569–1625

Giudit.

Giovambattista Marino

Stringo di chi credea stringermi in seno per la squallida chioma il teschio mozzo. Di vin, di sonno, e di lascivia pieno versò con l'alma l'ultimo singhiozzo;

e lavò col suo sangue il letto osceno, ch'era d'infame amor macchiato e sozzo. Così da doppio assedio in libertate posi la patria oppressa, e l'onestate.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
Giudit. · Giovambattista Marino · Poetry Cove