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1569–1625

Gaio Plinio.

Giovambattista Marino

Quasi ricco teatro, o specchio terso, de la gran madre universale il seno aprissi a me, sì ch'io vi vidi a pieno quanto l'orbe contien de l'Universo.

Tra i vènti asceso, e dentro l'acque immerso del profondo Ocean, del Ciel sereno, e sc¢rso il gran diametro terreno, spiai ciò c'han di bello, e di diverso.

Osservai non sol pesci, augelli, e fere, ma penetrai ne' penetrali ascosi de le più cupe viscere e miniere. E se non, com'Adamo, i nomi imposi

agli animai, le lor nature vere, ch'erano al mondo occulte, almeno esposi.

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