Quasi ricco teatro, o specchio terso,
de la gran madre universale il seno
aprissi a me, sì ch'io vi vidi a pieno
quanto l'orbe contien de l'Universo.
Tra i vènti asceso, e dentro l'acque immerso
del profondo Ocean, del Ciel sereno,
e sc¢rso il gran diametro terreno,
spiai ciò c'han di bello, e di diverso.
Osservai non sol pesci, augelli, e fere,
ma penetrai ne' penetrali ascosi
de le più cupe viscere e miniere.
E se non, com'Adamo, i nomi imposi
agli animai, le lor nature vere,
ch'erano al mondo occulte, almeno esposi.