Skip to content
1569–1625

Gaio Catullo.

Giovambattista Marino

Quante furo le faci del tuo soave foco, e quanti erano i baci che tu chiedevi a la tua Lesbia in seno,

tante vorrei, né meno rime sacrarti, o candido, o fecondo del Latino splendor lume sereno; ma taccio, e mi confondo,

perch'ogni stile a le tue lodi è roco, e chi le può contar, ti loda poco.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.