Che bell'umor mi venne in fantasia,
cantando in su la piva a la carlona,
voler montar in panca in Helicona.
Oh gli è pur dolce la poltroneria!
Ebbe la venerabil testa mia,
a guisa di copeta, la corona;
ma la mia Musa sudicia e buffona
la fe' d'un lauro tolto a l'osteria.
M'allacciai poetando la giornea,
e celebrai l'Anguille, e l'Orinale:
fino a le brache di Maestro Andrea!
Servii molt'anni in Corte a un Cardinale,
il qual perché Poeta mi vedea,
non mi fece già mai né ben, né male.
Ben abbia lo Spedale:
ché sol perch'io la peste avea lodato,
non volse in su 'l morire essermi ingrato.