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1569–1625

Euripide.

Giovambattista Marino

A le mie note orribili e funeste, pregio immortal del gran coturno Argivo, si dolse Hecuba afflitta, e pianse Oreste da le Furie agitato e fuggitivo.

E s'a le mense del crudel Thieste doppio apparve d'Apollo il lume vivo, fu perch'ad ascoltar l'alte parole non mi bastava in testimonio un Sole.

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