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1569–1625

Ecce Homo di Rafaello da Urbino.

Giovambattista Marino

E questa (oimè) del tuo celeste figlio l'imago, o Re del Ciel? son queste quelle guance sì care agli Angeli, e sì belle, che dièr l'ostro a la rosa, il latte al giglio?

Son questi i seren' occhi? è questo il ciglio, ond'ebbe il Sole i raggi e le fiammelle? Questo il crin, da cui l'òr trasser le stelle, or tutto (ahi lasso !) lacero e vermiglio?

Qual cruda man commise il crudo scempio? E qual, pietosa de le membra sante, ritrasse in vivo lino il caro essempio? Questo sol ti sia specchio, anima errante:

Dio novo Dio fe' l'uomo. Ahi fu ben empio l'uom, ch'a Dio tolse d'uom forma e sembiante!

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