COSTANTINO son io. Da me si noma
il trono principal del Greco impero.
Per me n'andò di tante glorie altero
che divenne Bisanzio emula a Roma.
Scoverse al Sol del Redentor Messia,
chi mi produsse, il sanguinoso legno.
Io l'adorai devoto; e fui ben degno
figlio fedel di genitrice pia.
Purgai nel salutifero lavacro
de lo spirto e del vel le macchie immonde.
Tersemi in un con le mirabil' onde
il peccato e la scabbia il fonte sacro.
Io, che di fé congiunto in nodo santo
a la Chiesa di Dio sposo mi diedi,
dotai la Sposa di sì ricchi arredi
che n'ha d'oro il diadema, e d'ostro il manto.