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1569–1625

Clorinda.

Giovambattista Marino

Ben è costei Pantasilea novella, vergin feroce, e giovinetta audace, dolce guerrera, e rigida donzella, temuta in guerra, e sospirata in pace.

Spira dal ciglio in un superba e bella spavento ch'innamora, ira che piace, e d'elmo cinta, o pur di velo ornata, sembra Venere in gonna, e Palla armata.

Non piegò vezzo, e non ritenne albergo, fin da' prim'anni suoi l'animo altero; ma sudò sotto l'armi, e 'l morso e 'l tergo frenò, domò d'indomito destriero.

In vece di monil, cinse l'usbergo, per ghirlanda di fior' volse il cimiero; e fur del suo lavoro orrido e crudo ago la spada, ed origlier lo scudo.

Bella, né men che bella ardita e forte, arma l'alma di gel, gli occhi d'ardore, e con varia sembianza ed egual sorte, di ferro il petto, e di diamante il core.

Porta nel volto e ne la man la morte contro Marte egualmente, e contro Amore: e vendica l'offese, e sprezza i pianti, de' nemici nemica, e degli amanti.

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