Ben è costei Pantasilea novella,
vergin feroce, e giovinetta audace,
dolce guerrera, e rigida donzella,
temuta in guerra, e sospirata in pace.
Spira dal ciglio in un superba e bella
spavento ch'innamora, ira che piace,
e d'elmo cinta, o pur di velo ornata,
sembra Venere in gonna, e Palla armata.
Non piegò vezzo, e non ritenne albergo,
fin da' prim'anni suoi l'animo altero;
ma sudò sotto l'armi, e 'l morso e 'l tergo
frenò, domò d'indomito destriero.
In vece di monil, cinse l'usbergo,
per ghirlanda di fior' volse il cimiero;
e fur del suo lavoro orrido e crudo
ago la spada, ed origlier lo scudo.
Bella, né men che bella ardita e forte,
arma l'alma di gel, gli occhi d'ardore,
e con varia sembianza ed egual sorte,
di ferro il petto, e di diamante il core.
Porta nel volto e ne la man la morte
contro Marte egualmente, e contro Amore:
e vendica l'offese, e sprezza i pianti,
de' nemici nemica, e degli amanti.